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venerdì 20 gennaio 2012

VIRAL: La prima notte senza Megavideo

Può la prima serata senza Megavideo e Megaupload essere più avvincente di tutti i film "americani" con i quali il sito si era guadagnato la tredicesima posizione tra i siti web più visitati al mondo?





Se anche voi soffrivate di insonnia e avete seguito su Twitter l'hashtag #Anonymous avete assistito prima di tutto alla chiusura del noto sito di streaming e download di video (alcuni dei quali protetti da Copyright) ad opera dell'FBI. Nonostante i server, il dominio e il proprietario si trovassero al di fuori degli Stati Uniti, l'ente governativo americano ha ritenuto di avere l'autorità di agire.





Il tutto è sembrato una secca risposta guidata dalle multinazionali di Hollywood allo sciopero di internet del 18 gennaio di cui vi avevamo parlato.

Dopo meno di un'ora Anonymous annuncia che il limite è stato superato: scatta l'attacco alle multinazionali della musica e al governo americano.

Il tam tam su internet parla di oltre 27.000 pc connessi e coordinati che, come abbattono come mosche siti governativi e di multinazionali americane, tra i quali:

justice.gov, sito del dipartimento di giustizia degli Stati Uniti;



mpaa.org, il corrispettivo americano della nostra SIAE;

riaa.com, Recordin Industry Assosiation of America;

bmi.com, sito internazionale del coyright;

wmg.com, Warner,  casa discografica;

universalmusic.com, Universal, casa discografica;

FBI.gov, il nemico numero uno e obiettivo dichiarato della notte.



Pare che Anonymous abbia tentato più volte anche di ripristinare Megavideo, il sito appunto che ha scatenato questa battaglia.

Il difficile per noi utenti sarà affrontare questa seconda serata, la seconda senza Megavideo e la prima dopo quella che è già stata soprannominata: W W W W W (World Wide Web World War).




giovedì 19 gennaio 2012

ARTE: Le geometrie eroiche di Liam Brazier

Per diventare supereroi bisogna essere tipi molto... inquadrati. E anche un po' squadrati.

Lo sa bene Liam Brazier, illustratore inglese che ritrae i più classici supereroi e i protagonisti di Star Wars con una tecnica che spazia tra cubismo e fluo.

Ecco un assaggio di alcune sue opere:










Grazie ad Alessandro Rossi.
Fonte: OrganiConcrete






mercoledì 18 gennaio 2012

SOCIALNET: 18 gennaio: al via lo sciopero di Internet. I primi blackout del web.

Come vi avevamo anticipato, oggi è il giorno dello sciopero contro il Sopa.

Ecco come appaiono da stamattina alcune delle homepage dei siti che aderiscono al blackout.

en.wikipedia.org, la sezione inglese dell'Enciclopedia libera per eccellenza.



Il blog Boing Boing.




La piattaforma Wordpress.




Twitpic, il servizio di condivisione di foto per Twitter.



Lo sciopero inizierà dalle 14.00 ora italiana (8 di mattina negli Usa, East Coast). Le adesioni e gli appelli si moltiplicheranno nella rete. Vi terremo informati su tutti gli sviluppi.

Quanto a noi di Hub09, appoggiamo la protesta contro il Sopa, che rischia di interrompere l'uso libero e aperto di Internet, non solo negli Stati Uniti (dove il disegno è tutt'ora in discussione), ma per gli utenti di tutto il mondo.

Siamo solidali con questo silenzio di protesta, che potrebbe essere un assaggio di quello che sarebbero Internet e i Social Network nel caso la legge Sopa fosse approvata dal Senato degli Stati Uniti.





Per approfondire vedi anche: 18 gennaio, Internet in sciopero per 12 ore.




martedì 17 gennaio 2012

SOCIALNET: 18 gennaio, Internet in sciopero per 12 ore


Il web abbassa le saracinesche e va in sciopero: potrebbe accadere mercoledì 18 gennaio, giorno in cui la versione inglese di Wikipedia non sarà accessibile ai naviganti. L'oscuramento è stato deciso dal fondatore Jimmy Wales in segno di protesta contro il Sopa, la discussa norma ideata per arginare la pirateria in rete che sarà discussa il prossimo 24 gennaio dal Senato americano.





Con Wikipedia, un gruppo di siti che comprende nomi quali Reddit, Wordpress Mozilla, BoingBoing, TwitPic, Minecraft, KnowYourMeme, Destructoid, il collettivo Anonymous, ha annunciato di voler scioperare.
A partire dalle 8.00 AM molte pagine saranno irraggiungibili per 12 ore. Nelle homepage i normali contenuti saranno sostituiti da dati informativi riguardanti la proposta di legge (che potete già leggere sul sito Sopa Strike).

La controversa legge antipirateria SOPA - Stop Online Piracy Act - presentata dal deputato texano Lamar S.Smith, permetterebbe ai titolari di copyright statunitensi di agire direttamente per impedire la diffusione di contenuti protetti. Inoltre permetterebbe «al Dipartimento di Giustizia e ai titolari di Copyright di procedere legalmente contro i siti web accusati di diffondere o facilitare le infrazioni del diritto d’autore». Un provvedimento che riguarda anche i naviganti italiani: molti siti hanno infatti sede legale negli Stati Uniti.


«Noi e il Sopa non potremmo mai coesistere, scrive Cory Doctorow sul blog Boing Boing, molto seguito dai difensori della libertà di espressione in Rete. Non potremmo pubblicare link ad altri siti a meno che non siamo del tutto sicuri che su quei siti non esistano link che rimandino a qualunque cosa che possa essere considerato una violazione del copyright. Inserire un solo link richiederebbe di controllare millioni [...] di pagine web, solo per essere sicuri di non stare in qualche modo minando la possibilità di cinque studi di Hollywood, quattro etichette discografiche multinazionali e sei editori globali di massimizzare i propri profitti.»





E Facebook? Se secondo alcuni blogger Google e il social di Zuckerberg hanno in programma di partecipare allo sciopero del 18 gennaio, sembra invece che la  NetCoalition (che riunisce appunto colossi del web come Facebook e Google, accompagnati eBay e Amazon) voglia partecipare alla nuclear option, un blackout totale di internet, il prossimo 23 gennaio.
In questi giorni, infatti, la NetCoalition sta concentrando i propri sforzi nell’appoggiare una revisione legislativa che consenta di punire i siti stranieri che commettono illeciti, senza l'obbligo di misure censorie e limitado l’attività dei colossi del Web.

Ma torniamo al criticato Sopa: è un progetto di legge che punta a introdurre severe misure volte ad arginare la diffusione di materiale piratato, non concentrandosi solo su chi crea e diffonde contenuti protetti da copyright, ma colpendo qualunque sito che consenta la condivisione di uno di questi contenuti.
Con semplici ordinanze, potrebbero dunque essere bloccate le indicizzazioni sui motori di ricerca non solo di portali dedicati alla condivisione di file come Pirate Bay, ma anche social network e piattaforme web come Facebook, YouTube e Google. Questi siti si troverebbero, dunque, isolati.




«È ovvio - afferma Fabio Deotto di daily.wired.it - che dando alle autorità un simile potere censorio, si va a minare le fondamenta stesse della Rete, dal momento che i siti che oggi basano la propria esistenza sulla libera condivisione di contenuti (come i social network) si troverebbero obbligati a lanciare improbabili operazioni di screening, o in alternativa, a impedire ai propri utenti di condividere contenuti. 
Inoltre, per quanto duro e coercitivo, il Sopa rischierebbe di non risolvere minimamente il problema, dal momento che i pirati avrebbero comunque a disposizione fior fior di scorciatoie per continuare a infrangere il copyright senza rischiare di finire nella Rete del Sopa.»

Una questione spinosa in cui sembra difficile, per le due fazioni, trovare un punto di incontro.





Nelle ultime ore però, le acque sembrano essersi calmate. Proprio grazie all'agitarsi di ogni angolo del web, i portavoce della maggioranza hanno promesso che il Senato non farà passare la legge e molte major che all'inizio l'avevano appoggiato il progetto, hanno poi tirato indietro le mani  dichiarandosi contrarie (tra queste Sony ed Electronics Art).

Al senatore Patrick Leahy, sponsor principale della proposta, e ai suoi alleati non è rimasta altra opzione che dichiararsi disponibili a modificare il testo della legge antipirateria.

E infine, proprio la Casa Bianca ha lanciato un comunicato ufficiale piuttosto illuminato:

“Anche se crediamo che la pirateria online perpetrata da siti stranieri sia un problema serio [...] non supporteremo una legge che riduce la libertà di espressione, aumenta i rischi per la cybersicurezza, o che mini la dinamicità e l’innovazione della Rete globale [...] Invitiamo tutte le parti in causa, inclusi sia i creatori di contenuti che gli Internet platform provider, a lavorare insieme per adottare misure volontarie e pratiche atte a ridurre la pirateria online.”



Alcuni strumenti per saperne di più:
Boycott Sopa, app Android gratuita che, a partire dalla lettura del codice a barre, permette di sapere se un prodotto è in qualche modo legato a uno degli 800 nomi che sostengono il progetto di legge Sopa;
Sopastrike.com, pagina che riporta la lista aggiornata dei siti aderenti allo sciopero e che invita ogni identità del web a unirsi al blackout del 18 gennaio.




Come sempre, vi terremo informati di tutti gli sviluppi della vicenda. 

via daily.wired.it.




VIRAL: I titoli di coda del mondo. Siete tra i protagonisti?

Il canale televisivo di fantascienza, SyFy.es, ha deciso di festeggiare in grande la tanto attesa fine del mondo (21 dicembre 2012) e di celebrare uno ad uno i miliardi di protagonisti della più grande delle imprese, del più perfetto e avventuroso film mai creato: la nostra stessa storia.


Volete apparire nell'elenco dei protagonisti del più grande spettacolo dopo il big bang ed essere ricordati per l'eternità?





Pazientate una manciata di secondi (si devono caricare 7 miliardi di nomi)...




... e lo spettacolo ha inizio. O meglio, ha una... fine.


Sono già tantissime le persone che compaiono nei titoli di coda più lunghi della storia (scorreranno senza sosta dal 1 gennaio al 21 dicembre 2012).





Per essere ricordati come membri del cast mondiale, basta inserire il proprio nome e una definizione con cui vorreste essere ricordati - cliccando sulla barra a sinistra.
Potete anche compilare i campi per i vostri cari o... per coloro che odiate, condannandoli a una memoria infausta.

Anche noi di Hubblog, ovviamente, vogliamo esserci!




Per i più narcisi: il sito vi fornisce l'ora esatta in cui apparirete nei titoli di coda. In questo modo non dovrete leggere tutti i 7 miliardi di nomi, ma vi basterà sintonizzarvi al momento esatto.

.


Una volta sicuri che, una volta finito il mondo, il vostro nome compaia nei titoli di coda, potrete condividere l'iniziativa su Twitter e su Facebook per chiamare a raccolta amici e parenti.

Senza dubbio un'iniziativa geniale, che riesce a sdrammatizzare una delle paure di questo 2012... e anche un ottimo regalo (gratis) per mogli e fidanzate: "Cara, grazie a me, da oggi, sarai ricordata per l'eternità".



i titoli di coda della fine del mondo su loscreditosdelfindelmundo.com e altre iniziative dedicate alla fine del mondo da SyFy.es qui.



domenica 15 gennaio 2012

ARTE: Remake - dalla tela alla realtà.

Sta per volgere al termine REMAKE, il fantastico contest indetto da Booooooom e Adobe.


Centinaia di artisti hanno reinterpretato grandi classici dell'arte e sottoposto alla community i loro lavori.


Sono stati decretati i finalisti del contest e il vincitore può essere votato attraverso un sondaggio su facebook!


Vi lasciamo con una selezione di opere, i nostri favoriti:


“Self Portrait 1889″ remake by Seth Johnson
“Self Portrait 1889″ by Van Gogh

“Luncheon on the Grass” remake by Gizem Karakas
Luncheon on the Grass” by Manet

“Bedroom in Arles” remake by Joshua Louis Simon
Bedroom in Arles” by Van Gogh 


“American Gothic” remake by Jesse John Hunniford
"American Gothic" by Grant Wood
Altre opere qui.






sabato 14 gennaio 2012

GENIO: Geografia mentale: La terra dell'abbondanza... di luoghi comuni


Il mondo è bello perchè è vario: ma, si sa, ciascuno ha la sua prospettiva e il suo orizzonte.
Come ci vedono i nostri vicini?
E' la domanda che si è posto Yanko Tsvetkov, giovane designer freelance bulgaro residente a Londra.
Vi presentiamo il suo lavoro, "Mapping Stereotypes": una serie di cartine geografiche in cui i Paesi e le regioni sono ribatezzati in base agli stereotipi con cui vengono visti dalle altre nazioni.

Ecco alcune sue mappe...





Ed ora guardate come vediamo "noi" l'Europa...


Il risultato? Un quadro strabiliante sul mondo che a volte fa sorridere e a volte riflettere...

Qui potete trovare tutti i punti di vista del mondo...


venerdì 13 gennaio 2012

ARTE: Quando l'arte diventa dei più piccoli



E chi lo dice che l'arte è cosa da adulti?

The Obliteration Room 2011 rivisita il popolare progetto interattivo per bambini sviluppato dall'artista Yayoi Kusama per la Queensland Art Gallery APT 2002.



L'installazione, rielaborata ed ampliata, consiste in un grande ambiente domestico totalmente dipinto di bianco.
L'artista ha poi rifornito tutti i visitatori più piccoli di migliaia di adesivi che questi potevano attaccare liberamente in tutta la stanza.
Il significato? La quotidianità non è qualcosa di asettico e monotono, ma può essere vissuto come una tela bianca da rinvigorire attraverso l'applicazione, per ogni superficie disponibile, di vivaci adesivi colorati a forma di punti.



Il risultato è un'installazione emozionale dove il colore regna sovrano e copre il bianco asettico iniziale, trasformando la stanza in un tripudio di colore. In altre parole: "The Obliteration Room".





giovedì 12 gennaio 2012

ARTE: I libri nel cuore. I paesaggi di carta di Guy Laramee

Che piaccia o meno, la tecnologia e l'elettronica stanno introducendo una nuova dimensione del concetto di lettura, che diventa virtuale, immateriale e multi-device.


Il talentuoso artista Guy Laramee và controcorrente e pone l'accento, in modo provocatorio e commovente, sulla fisicità dei libri. Li rende animati, arrivandone al cuore, scolpendoli come fossero roccia o pietra.


I libri sono trasformati in paesaggi, vallate, montagne, monumenti e ci ricordano ciò che la tecnologià non riuscirà mai a eguagliare: il rapporto intimo e profondo tra la parola scritta e l'origine stessa della natura e dell'uomo.







Altre immagini qui.


mercoledì 11 gennaio 2012

DESIGN: GEEK vs NERD: le differenze ufficiali


Due personaggi, due tormentoni.
Due etichette made in USA, due vere e proprie parole d'ordine, ormai necessarie per descrivere precise tipologie sociali dei nostri tempi.

Signore e signori: Geek vs. Nerd.

Quante volte ci siamo confusi tra i due termini?

Le differenze ci sono, eccome! Il team di Masters In It ha elaborato un'efficace infografica dedicata alla differenza tra nerd e geek: non avremo più scuse per confonderci.


Geeks vs Nerds



Alcune differenze fondamentali?

Il geek indossa t-shirt ironiche, mentre il nerd non sembra avere tempo, voglia e - anche volendo - capacità per dare un minimo tocco di stile al proprio guardaroba.



Se il geek ammette il matrimonio con una partner non-geek, per il nerd sarebbe quasi impossibile non accasarsi con una compagna nerd.

I discorsi geek sono pieni di riferimenti alla cultura pop. Mentre i riferimenti nerd sono pressochè... sconosciuti!



Socialmente, inoltre, la parola geek è più apprezzata: il 41% degli americani, se "bollato" di geekismo, si sentirebbe comunque a proprio agio. Solo il 24%, però, sopporterebbe di essere riconosciuto come nerd.

Filmografia? Per i primi TronDonnie Darko e la serie Arrested Development. Mentre per i nerd si punta sull'epica, in tutti i generi: Il Signore degli AnelliStar Trek e in tv Battlestar Galactica.




E voi? Siete geek o nerd?

Per approfondire, esplorate l'evoluzione del geek nella società contemporanea e attraverso i suoi amati gadget tecnologici.





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