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giovedì 21 giugno 2012

GENIO: Arthur King e gli skateboard impossibili

Che ne direste di uno skateboard di chiodi? E di uno invisibile?

No, non è l'ultima trovata di un fachiro-prestigiatore particolarmente trendy ma è l'idea dell'artista francese Arthur King, che ha realizzato una serie di skateboard tanto belli da vedere quanto "impossibili".

Qualche chicca? Lo Skate-sandwich, lo skate-piatto (con tanto di bicchiere di vino) e lo Skateboard tastiera che, dall'inglese, potremmo soprannominare anche S(key)tboard!






Potete vedere ulteriori skate-follie qui e su questa pagina Facebook!

Certamente uno skater professionista storcerebbe il naso di fronte a tavole tanto belle quanto perfettamente inutili come queste, ma noi non possiamo che guardare ammirati e divertiti questi piccole perle di umorismo.

Fonte: walyou.com



STREET ART: Rap futuristico? No, rap barocco. I quadri di KAI.

I rapper, si sa, amano l'opulenza: oro, broccati, belle donne, auto di lusso sono il classico contorno di ogni video hip hop che si rispetti. Ora aggiungete a questi dettagli broccati, spade, gorgere e pizzi. E partite con una macchina del tempo.


KAI, artista di strada americano, l'ha fatto e ora il suo "viaggio", tra rap e barocco spagnolo, è in mostra a Los Angeles. Chi avrebbe mai pensato che Kanye West stesse così bene in calzamaglia!






Trovate tutti i rappresentanti di questa moderna nobiltà qui e sul sito di KAI.

Fonte: Thaeger


mercoledì 20 giugno 2012

DESIGN: La seconda vita (design) di un ceppo di legno. Brecce Collection di Marco Stefanelli

Interno casa, di fronte a un caminetto, un ceppo di legno in mano. Chiunque di noi lo butterebbe senza problemi nel fuoco, a conclusione di un ciclo di vita che lo aveva visto albero.


Non così Marco Stefanelli, designer torinese,  che ha trasformato ceppi di legno di ogni genere - scarti di segheria, tronchi portati dal fiume e legna da ardere - in pezzi unici di design, entrati a far parte della sua Brecce Collection.

Hub09 ha avuto il piacere di conoscerlo e di scoprire meglio la filosofia dietro questi pezzi, da poco presentati al Fuori Salone di Milano. Marco studia Architettura a Torino, ma quello ha imparato sul design arriva soprattutto da lavori sul campo, attraverso collaborazioni con studi di architettura, artisti e laboratori artigianali in Italia e in Olanda. Le ispirazioni arrivano dal mondo web e social dove Marco consulta quotidianamente blog, siti e portali che parlano di grafica e design

Il lavoro che porta alla concezione di Brecce Collection è piuttosto complesso e prevede diversi step, come la preparazione del calco, per poi giungere a un ceppo lavorabile a cui Marco aggiunge dettagli, come potete vedere nelle immagini qui di seguito, in grado di rendere l'opera unica.





L'esperienza è a 360° e deve coinvolgere tutti i sensi: ad esempio i tronchi di cedro stimolano la vista attraverso la resina irrorata di luce, l'olfatto con i profumi della corteccia, e con la loro ruvidità colpiscono il tatto.

A differenza di altri colleghi, Marco si muove in un mix tra la concettualità nordica - in cui quello che vedi non è mai esattamente quello che è (e comunque è solo la punta dell'iceberg) - e la tradizione artigiana italiana, in cui è molto forte l'intervento manuale.

Tra gli artisti che lo ispirano Gaetano Pesce, punto di partenza per i suoi lavori sulle resine e di cui apprezza moltissimo la capacità di rendere unici anche gli oggetti di produzione industriale. Mies Van Der Rohe, con i suoi tratti puliti e la straordinaria capacità compositiva, Max Lamb, artista dell'autoproduzione che realizza stampi nella sabbia per le sue fusioni in peltro sono altri due nomi imprescindibili nella classifica di Marco.  Ma anche Doris Salcedo e Bruce Nauman, i Marvel Comics...e Tadao Ando, che lavora con la luce e i tagli luminosi, anche se in una scala decisamente superiore.

Ringraziamo Marco per il tempo che ci ha dedicato e vi ricordiamo che potrete trovare  Brecce Collection, e tutti gli altri lavori sul suo sito.



martedì 19 giugno 2012

RETRO: Hub09 vola in Finlandia... direttamente negli Anni 50!

Un volo nel tempo e nello spazio quello a cui siamo stati invitati a partecipare nei prossimi giorni.
Finnair, compagnia di bandiera finlandese, ha invitato Hub09 a partecipare a un'avventura molto speciale:
l'ultimo volo di Silver Bird.



Silver Bird è un Airbus A319 della flotta Finnair che 3 anni fa, per celebrare gli 85 anni di vita della compagnia aerea - la sesta più longeva al mondo - ha subito un restyling in pieno stile Anni 50, a partire dalle uniformi delle hostess, fino ad arrivare a ogni dettaglio della fusoliera.
Il Silver Bird originale, infatti, era un prestigioso Convair del 1953, velivolo di lusso che, per confort e design, ha segnato i tempi dell'aviazione da turismo.


Da Milano a Helnsinki, giovedì 21 giugno Silver Bird volerà per l'ultima volta, e  per celebrare con stile quest'occasione, Finnair ha organizzato un'avventura particolare.
La redazione di Hub09 avrà l'onore di partecipare a quest'evento, volando a Nord, tra passato e futuro.


Cosa ci aspetterà? Ve lo racconteremo in diretta, quindi seguiteci sui nostri canali - Facebook, Twitter, Instagram, e non perdete di vista i post di Hubblog - e sui social di Finnair (Facebook e Twitter). 

Vi porteremo con noi negli Anni 50!



Grazie Finnair, siamo pronti al decollo!



GENIO: L'erba del vicino è sempre più verde, soprattutto se il tuo vicino è l'arcivescovo di York.


Il pavimento della Cattedrale di York, in Inghilterra, si è adattato al periodo Europei di calcio in modo ineccepibile: è diventato un enorme prato verde!


L'installazione Wow! Grass è opera della compagnia inglese Lindum, specializzata nelle realizzazione di spazi verdi: vi assicuriamo che l'erba è vera e ogni giorno prelati e fedeli passano il tagliaerbe per mantenere il prato... all'inglese.




L'iniziativa di trasformare la cattedrale gotica in un campo da calcio o, se preferite, in un giardino coperto, è stata voluta dalla diocesi di York per finanziare il mantenimento del monumento gotico, che ha alle spalle ben mille anni di storia.

Aspettiamo di vedere l'iniziativa in altre chiese, riuscite a immaginare cosa succederebbe se fosse San Pietro la prescelta?

Fonte: Design boom




lunedì 18 giugno 2012

ARTE: Le stoffe illustrate di Kate Mac Leod.

Le illustrazioni di moda di Kate Mac Leod sono speciali: i tessuti dei suoi abiti e delle rifiniture non sono colorati a matita ma  vere stoffe scovate dall'illustratice tra gli scampoli di polverose mercerie. 

Ecco così apparire figure di donne sospese tra tratti di matita e morbide stoffe, la moda fluttua in maniera delicata ed elegante.





Per altre disegni di Kate vi consigliamo di andare su Look at, pagina Facebook dedicata alla moda e alle tendenze con uno sguardo davvero originale.

Fonte: Lamington Drive



RECYCLART: Pencilism. Le tavolozza di matite di Federico Uribe

Federico Uribe non è un pittore, ma utilizza le matite per le proprie opere in modo davvero speciale.


Il tanto amato lapis da disegno dell'artista colombiano non traccia linee, e non riempe spazi sulla tela: è esso stesso l'opera. Nasce così la linea Pencilism: personaggi formati da una moltitudine di matite e pastelli colorati .




Federico lavora e crea sculture non solo con matite, ma anche con altri materiali come puntine, graffette e laccetti per le scarpe! Potete scoprire tutti i suoi lavori qui, sul suo sito personale.

Fonte ( Federico Uribe )



venerdì 15 giugno 2012

SCENOGRAFIE URBANE: Urban Cityscapes. Le città di cartone di EVOL.

Il cartone: prendendo spunto da questo materiale fragile ma allo stesso tempo resistente, lo street artist EVOL, tedesco, ne ha fatto il muro portante per le sue case. Come? Guardate le immagini qui sotto.


Attraverso l'uso di stencil e spray, l'artista ha trasformato vecchi cartoni in scenografie urbane in 3D dove il supporto diventa il muro di edifici e case.




Le case di cartone si trovano qui, così come altri lavori di EVOL.

Fonte (This is colossal)






giovedì 14 giugno 2012

FOTOGRAFIA: Luci dalla Terra. Le foto a lunga esposizione di Don Petitt

L'astronauta Don Petitt,durante la sua permanenza presso la base internazionale spaziale della NASA, ha scattato magnifiche immagini con la tecnica fotografica della lunga esposizione.


Una prospettiva di visione della Terra davvero unica: è quella dello spazio, dove le luci delle città, dei fulmini, delle aurore - di tutti i fenomeni di luce artificiali e naturali- si confondono.




Per avere maggiori informazioni sulla spedizione NASA e su altre visioni straordinarie della nostro pianeta andate qui e sul nostro post dedicato all'enorme biglia blu, la Terra .

Fonte: Petapixel




Twitter: 4 profili da seguire!

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