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venerdì 1 marzo 2013

STORIE: Svinando, quando il vino è storytelling

Oggi vogliamo raccontarvi una storia che sa di vino. La storia è quella di Svinando, start up torinese. Abbiamo incontrato Riccardo Triolo, fondatore e CEO, e Umberto Bozzolini, responsabile contenuti editoriali, che ci hanno spiegato come funziona Svinando.

Entrando sul sito, Svinando si presenta come la prima community on line dedicata al vino di qualità.

I motivi che hanno portato alla creazione di Svinando si celano già nel nome, un nome che evoca movimento, ma che è innanzitutto il gerundio del verbo svinare, una parte fondamentale nel processo di vinificazione: significa togliere il vino nuovo dai tini dopo la fermentazione, per metterlo nelle botti.


I ragazzi di Svinando infatti,  sono innanzitutto amanti del vino, e la loro mission è permettere di conoscere vini di qualità prodotti in cantine spesso troppo piccole per raggiungere il grande pubblico, rischiando così di restare tesori vinicoli sconosciuti. Dei wine hunter, possiamo dire. 

Ogni bottiglia di vino, per il team di Svinando, nasconde un mondo da raccontare, in ogni sua sfumatura. 
Raccontare il territorio, la cantina, il produttore, gli abbinamenti, spiegare il mondo valoriale che si cela dietro ogni calice bevuto. Grazie alla presenza nel team di Gianpiero Gerbi, esperto enologo, Svinando, come un talent scout, scopre i vini migliori di cantine sparse per tutto il territorio italiano, le seleziona, le testa e le propone a prezzi scontati, per un periodo di tempo limitato. Grazie all'assenza di intermediari il costo della bottiglia diminusce con sconti che possono arrivare fino al 60%.

Per accedere all'offerta occorre registrarsi, in pochi rapidi passaggi.

In un sistema come internet, dove siamo continuamente sottoposti a stimoli di ogni genere, Svinando crea un luogo ad hoc dedicato esclusivamente al tema del vino, con ogni etichetta presentata singolarmente e raccontata in ogni suo particolare.
Vi lasciamo con il video di presentazione di Svinando, e facciamo un brindisi di augurio a tutta la community!


Presentazione Svinando from Svinando on Vimeo.


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mercoledì 20 febbraio 2013

SOCIAL & MARKETING: E Pippo Pippo non lo sa.. un grande come back in blu! Pippo in giro per Torino

Ieri, passeggiando per Torino, avreste potuto incontrare un V.I.P. davvero speciale. Indizi: è blu, tondetto, e da qualche tempo ha deciso di lasciare le luci della ribalta. Avete indovinato di chi si tratta?
Esatto, è proprio Pippo, il dolce ippopotamo protagonista di tanti spot!  


Intervistato ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Pippo, Pippo, Pippo po'... sono in gamba eccome no!? Che vi credete? Sono giovane io... sono nato nel 1966 grazie a quel genio di Armando Testa! E anche se ho le gambe un po' anchilosate mi sento in forma come non mai! Adesso lasciatemi andare... mi aspetta una bella giornata di sole!".

Prima tappa Piazza Vittorio Veneto: Pippo voleva bere un bicerin, ma è stato assediato dai fan: in fondo chi può resistere all'ippopotamo più tenero della TV?


Il giretto è proseguito in Piazza Castello, al Parco del Valentino e alla Mole Antonelliana, Pippo non ha saltato un monumento.


Stanco ma felice l'ippopotamo blu è tornato a casa in Armando Testa. Una giornata indimenticabile, ma ora è tempo di riposarsi. 


Aspettiamo la prossima uscita,e nel frattempo rivediamo Carosello, il programma cult che sta per tornare in TV.

Seguite Pippo su Design delle Idee, la pagina ispirazionale dell'agenzia Armando Testa, vi racconteremo tutte le prossime avventure!




giovedì 17 gennaio 2013

STREET ART: Raccontami una favola. I lavori di Francesco NOx

“C'era una volta una dolce bimbetta; solo a vederla le volevan tutti bene, e specialmente la nonna che non sapeva più che cosa regalarle. Una volta le regalò un cappuccetto di velluto rosso, e poiché‚ le donava tanto, ed ella non voleva portare altro, la chiamarono sempre Cappuccetto Rosso.”
Così comincia la favola di Cappuccetto Rosso, secondo i Fratelli Grimm: lo scorso novembre abbiamo incontrato nuovamente la bambina della favola sui muri di Paratissima, e questa volta le fila del racconto erano mosse da Francesco NOx.


Infatti in molti, a Paratissima, si sono chiesti che cosa rappresentasse il disegno, che cosa Francesco  volesse dire con quella maschera calata sul volto di Cappuccetto.  Hub09 l’ha incontrato e insieme abbiamo parlato di lupi, bambine perse nel bosco, e non solo.

“Non è la rivisitazione di nessuna favola.  In realtà per me Cappuccetto Rosso è uno strumento, un tentativo di mettere in discussione quello che ci viene inculcato fin da piccoli, un retaggio culturale che noi tendiamo a portare avanti nella vita senza analizzare e criticare. Nella favola viene esaltata una figura, il cacciatore,  attraverso un capo espriatorio, in questo caso il lupo. L’uccisione di un essere vivente viene vissuto come fatto positivo. Ho scelto di raffigurare Cappuccetto Rosso con una maschera, come se il lupo non esistesse. Una figura così dolce e innocente diventa essa stessa un cattivo.”

“ E allora chi è buono, chi è cattivo?” “Non esiste un buon o un cattivo assoluto, da un lato l’innocenza, la dolcezza, e di fronte il lupo, totalmente all’opposto. E credo che questa contrapposizione serva solo per giustificare la violenza”.

“Come finisce allora la favola?”“ Poco prima di Paratissima ho realizzato un’altra opera, dove Cappuccetto Rosso  riceve una proposta di matrimonio dal lupo. Ho immaginato diversi finali per la fiaba, e cercherò di tradurli in altri lavori. Non voglio dare nessuna morale,  voglio offrire qualcosa su cui discutere. E lo faccio in tutto le opere.”


“ Come con la Clessidra?”
“Banalmente è soltanto il tempo che scorre. Vorrei pensare a come impieghiamo il tempo, se davvero lo facciamo perché siamo convinti o perché conosciamo un solo modello. Pensa a quelli che si spostano dalla periferia al centro città, su un treno bestiame. Credo sia  importante rispetto alla variabile tempo  tenere in considerazion la qualità, piuttosto che la quantità.”

Un  tema affronta altre volte da Francesco  ad esempio con  La Ballerina e il corvo, ancora una volta due soggetti all’opposto: “Il sacrificio, la purezza contro  la tristezza e la bruttezza del corvo. Per me è un tentativo di vedere due facce della stessa medaglia. Il corvo regala una clessidra alla ballerina. E regala questo tempo per dare alla ballerina più tempo per realizzare i propri desideri. Sarà la ballerina a stabilire il valore di quel regalo”.


In quest’ottica per Francesco, il percorso artistico non è fondamentale, mentre lo diventa la comunicazione attraverso il paradosso, obiettivo del suo lavoro. “Tramite il paradosso, lancio un imput: l’opera sul muro e con la sua opposizione di contenuti, diventa qualcosa a cui ciascuno di noi attribuiscw il proprio significato. Non  riesco a schematizzare quello che sto facendo a livello artistico. L’unica pretesa è la consapevolezza  di quello che voglio dire e dei mezzi che ho a disposizione, senza essere banale”.

Per parlare dei suoi lavori utilizza Facebook, “ La comunicazione è semplice e veloce, e riesci a conoscere anche nuovi artisti. Pubblico normalmente i miei lavori su Flickr, sono riuscito a ottenere collaborazioni interessanti. Ho cercato di farlo con Opiemme, spero a breve di poter lavorare con lui.”

E ci sono altri artisti che ci consigli? “ BR1, amico oltre che collega, Fabrizio Sea Creative in mostra in questo momento al circolo torinese Amantes con l’espozione collettiva Across Rewriting, a cui partecipo anch’io, Elfo,  lo trovo geniale”. E tra i giovani? “ Orma Il Viandante e Maze, senza dubbio”.

Aspettando la prossima favola, ringraziamo Francesco.




mercoledì 16 gennaio 2013

GRAPHIC DESIGN: Cercasi nuovi supereroi di carta. Posterheroes, la terza edizione vi aspetta

Oggi vi parliamo di un’iniziativa creativa dove i supereroi sono i... poster!

Posteheroes, è un concorso di grafica e comunicazione sociale giunto ormai alla terza edizione: ne abbiamo parlato con Fabio Guida, docente del Politecnico di Torino e tra i fondatori di Plug: Creativity, l’associazione di creativi che si cela dietro al progetto.
L’iniziativa è nata nel 2010 da un gruppo di giovani creativi, studenti, architetti e designer, nei mesi dove l’Italia cercava di cambiare linea rispetto alle politica energetica, ritornando a discutere di possibili ritorni al nucleare. Il dissenso era forte, ma si rischiava di restare alle chiacchere da bar. Cresce così l’esigenza di dire qualcosa attraverso le proprie competenze: il manifesto, il poster, diventa metafora più plurale possibile, immediata e diretta.
Su queste premesse nasce Posterheroes. Non un concorso di protesta, ma il lancio di un brief dove le  persone potessero esprimere il proprio parere sul futuro delle energie, non solo a livello italiano, ma internazionale. L’obiettivo diventa così quello di creare situazioni di scambio, con domande aperte, senza essere condizionati da un brief specifico (come poteva essere ad esempio un più diretto No Nuclare).
Il primo anno si è così chiuso con circa 500 poster ricevuti e successivamente selezionati da 9 giurati, tutti esperti di vario genere, ambiente, economia sostenibile, creativi.

Vahe Abed

Ainara Garcia Cano

La seconda edizione, dedicata al tema del consumo e vincitrice del bando della Compagnia di San Paolo “Generazione Creativa” oltre alla competizione tra poster, ha visto i giurati tenere una conferenza dedicata al ruolo del design a livello sociale.
La domanda era “Serve essere eroi?”: secondo Plug, che fa sua la massima di Bertolt Brecht “Sfortunato quel paese che ha bisogno di eroi”, sono i piccoli gesti quotidiani a fare la differenza. Come lo stimolo di pubblici eterogenei. Con la partecipazione alla notte bianca dedicata ai 150 anni di Unità Italiana, la mostra è andata dal pubblico, attraverso cartelli portati in giro da omini sandwich.


Andrea_Miari



 Andrea Miari

Giungiamo così finalmente alla terza edizione, Transparent Evolution, lanciata il 18 novembre e aperta fino al 19 febbraio.
Tra gli obiettivi, due stanno davvero a cuore a Plug: arrivare a coinvolgere creativi dei paesi come Brasile, Cina, paesi latino americani e proseguire il trend dello scorso anno con 1088 poster provenienti da 67 paesi diversi. Fondamentale poi è intraprendere azioni concrete, anche attraverso i social, creando rete e contatti con altre associazioni o concretizzando alcuni copy presenti sui poster.


E il regolamento? Quattro le categorie in cui competere, inserite nel calendario della Biennale della Democrazia, ospitata quest’anno a Torino.
Ad aprile, proprio nei giorni della biennale, si terrà una mostra con i 40 vincitori, e alcuni poster delle due vecchie edizioni. I poster vincitori, decretati dalla giuria tecnica, due per ogni categoria, saranno protagonisti di incontri pubblici per raccontare il progetto in uno scontro a due: una giuria popolare decreterà il vincitore.
Il Vincitore giuria popolare e il vincitore della giuria tecnica si “scontreranno” per decretare il trionfatore finale.
Vi lasciamo con il video lancio della seconda edizione, talmente originale e accattiviamente da essere scelto dall’assessorato all’ambiente di Torino, per la campagna Smart city dedicata alla città di Torino. Chi vuole essere eroe quest’anno?


Plug: Creativity: http://www.plugcreativity.org/
Postereroes: http://www.posterheroes.org
Canale Youtube: http://www.youtube.com/user/posterheroes
Facebook: https://www.facebook.com/plugcreativity.posterheroes


sabato 29 dicembre 2012

STREET ART: Osserva, che a guardare sono capaci tutti... Hubblog incontra Riccardo Nervo

Quest’anno a  Paratissima,  manifestazione off di Artissima di cui vi avevamo parlato qualche tempo fa,  abbiamo avuto il piacere di ospitare tra gli artisti del nostro stand Riccardo Nervo.

Riccardo non risponde esattamente al cliché dell’artista. Quello che lo spinge è pura passione, una passione cominciata sul finire degli anni ’70, lasciata sopita per due decenni, e poi esplosa con un’edizione di Paratissima di qualche anno fa. Per capire meglio il suo pensiero artistico, che cosa si nasconde dietro quell’occhio sempre presente nei suoi disegni, abbiamo deciso di incontrarlo.



Abbiamo parlato di arte, della vita di provincia (Riccardo è di Brusasco, piccolo paese del Monferrato), e della sua passione per la musica.  Partiamo da quest’ultima:  “La musica per me è fondamentale, è il legante di tutto, non posso dipingere senza.  Ho avuto la grande fortuna  di frequentare l’ambiente musicale negli
anni ’70, quando la musica era lo strumento di aggregazione per antonomasia.
Era l’epoca punk, avevo anche un gruppo, ovviamente: al concerto di Santana per il mio primo concerto siamo partiti in apecar!”.

Una musica che in quegli anni influenzava l’arte: “Pensa alla copertina di Never Mind The Bollocks dei Sex Pistols:  un esempio di mail art perfetta.”


Riccardo estrae dalla sua borsa uno spartito, è tutto disegnato. “Sono una spugna, amo riciclare la vecchia carta. Lavoro in serie, posso fare 30/40 pezzi di getto, e questo sistema creativo ha portato al mio tratto stilizzato, che in quasi tutti i disegni parte dall’occhio, il mio personale occhio sul mondo. Mi interessa più il supporto che il disegno”. 

Gli chiediamo se si sente quasi di appartenere alla recycled art.  “No, nel mio lavoro non  è presente un vero e proprio riciclo. Cartone,  vecchi poster, spartiti: mi pare quasi che quei pezzi mi parlino”.


“In quali autori ti riconosci?” La risposta di Riccardo è una triade: “Picasso. Warhol. Bansky. Negli ultimi 100 anni l’arte è imprescindibile da questi tre nomi . E poi amo Basquiat e Keith Haring, a cui devo molto, e che mi hanno aiutato negli anni ’80 ad avvicinarmi a quel tipo di arte.”

Riccardo, infatti, comincia a disegnare in quegli anni : “É stato un passaggio graduale, lentamente il mio interesse dalla musica si è spostato verso il disegno. Conosco il mondo della street art dagli albori, ma non ne faccio parte. Ad esempio, i miei disegni sono lasciati liberi per la strada, mi piace cospargere la città di fogli, piuttosto che lasciarli statici sul muro. Diventa così tutto condivisibile, preferisco lo scambio, mi piace collaborare con altri artisti. Poter lavorare con Jins, Weed, Halo Halo è stata una grande occasione di confronto: devo molto a Jins che, grazie alla sua esperienza, mi ha molto motivato e Weed che conosco personalmente da poco tempo e con cui ci siamo trovati subito in sintonia".

Una domanda ci sorge spontanea: “Allora i social network sono un terreno fertilissimo, possiamo immaginare...” Riccardo annuisce: “La rete è fondamentale, e già prima dell’avvento dei social network seguivo e collaboravo con autori americani, conosciuti sui loro siti web”.


E il prossimo obiettivo? “ Vorrei creare qualcosa di più mirato. Dare a quell’occhio un pensiero da esprimere, farlo passare da osservatore a comunicatore”.

Ringraziamo Riccardo, che prima di lasciarci ci regala alcuni suoi disegni, il suo occhio ora osserva anche la nostra redazione.



mercoledì 5 dicembre 2012

DESIGN: “Noi siamo gente avvezza alle piccole cose”. Hubblog incontra SATYRIKA e i suoi Handmade goodies


All’inaugurazione di  Lovever, nuovo concept store torinese dedicato all’amore in tutti i suoi aspetti,  fra i tanti oggetti dello shop siamo stati colpiti da un pendaglio: una serratura, che lasciava intravedere una vecchia fotografia color seppia di una donna in déshabillé: un’immagine sensuale ed elegante, dal sapore retrò, racchiusa in un piccolo gioiello in ottone.

“È una mia creazione” ci annuncia una voce, dietro le nostre spalle. Così tra un pezzo di musica in sottofondo e un bicchiere di vino rosso abbiamo conosciuto Roberta Cortese, la mente, l’anima e le mani di Satyrika.


“Satyrika nasce e cresce sulla scia della mia esperienza come  attrice, autrice e regista teatrale. Così come sul palco, attraverso i miei oggetti ci sono storie da reinventare e raccontare. E poi, fin da piccola, adoro creare oggetti e lavorare con la mia manualità: la mia famiglia ha una collezione inestimabile di miei biglietti di Natale”. Ci racconta Roberta, accompagnandoci in un viaggio tra le piccole e preziose meraviglie presenti nel suo atelier.

“Cerco di utilizzare il più più possibile materiali eco-sostenibili, inizialmente ho cominciato con piccoli esperimenti di legatoria - adoro i libri.” Roberta ci porge tra le mani un piccolo libro di sonetti di Shakespeare, curato in ogni dettaglio. “Uno dei mie pezzi più venduti, soprattutto ai clienti  stranieri su Etsy”.



I libri, la parola scritta, gli autori preferiti di Roberta occupano una parte importante, quasi fondamentale nel suo lavoro “Vorrei trasmettere la cultura con un mezzo diverso: in questo caso un piccolo accessorio, come un braccialetto, può nascondere un messaggio ben più profondo, in una sorta di storytelling. Basta una frase per colpire al cuore una persona,  e chissà, a far nascere la voglia di conoscere l’autore di quelle parole”.

L’atelier di Roberta è una passeggiata vintage: i nostri occhi cadono sul packaging dei gioielli, ogni volta diverso a seconda dell’accessorio, e sempre in carta riciclata “Alcune volte è semplice cartone da imbalaggio trovato per strada”, e poi quaderni, papercuts, matchbox:  un po’ come Cio-Cio San ne La ButterflyNoi siamo gente avvezza alle piccole cose”.

E i social? “Hanno un ruolo chiave. Etsy è una vetrina dove osservo le tendenze anche internazionali. E poi vengo contattata sul sito, sulla pagina Facebook, anche per consigli e consulenza. I social mi hanno anche ispirato: ho creato gioielli dedicati all’hashtag di Twitter,  ed un album per le foto di Instagram.”


“Potete inoltre trovare le mie creazioni sparse in alcuni negozi di Torino, qui a Lovever, love-shop di via Rattazzi 3/A, al contemporary art shop Nopxmas – presso la galleria Nopx, via Saluzzo 30, da Au Petit Bonheur, in via Principe Amedeo 35, e alla La Recolte,  in via Cosmo 9.”

E il prossimo impegno? “Byhand 07, mostra-mercato di design e artigianato, dal 7 al 9 dicembre al Circolo dei Lettori di via Bogino 9.”
Ringraziamo Roberta e  speriamo che sotto il vostro albero possiate trovare uno dei piccoli handmade goodies di Satyrika.



martedì 27 novembre 2012

GENIO: Apri il frigo che lo fotografo. Torna Me Ne Frigo, il concorso per elettrodomestici bellissimi

Vi ricordate di Me Ne Frigo, il concorso che ha visto sfilare frighi di mezza Italia su Facebook?

Quest’anno ritorna la seconda edizione, ne abbiamo parlato con Francesca Lonardelli, ideatrice della competizione e mente dell’associazione culturale F.E.A. –organizzatrice tra l’altro de Premio Buscaglione, che tornerà il prossimo anno a Febbraio.



Come è nato Me Ne Frigo?
“L’idea è nata durante una mia coabitazione di qualche anno fa: la mia coinquilina  d’allora usava il frigorifero come una bacheca. Da lì, ho iniziato a fare caso ai frigoriferi nelle case degli amici: è nata la consapevolezza che si trattasse dell’unico elettrodomenstico veramente vissuto da tutti gli abitanti della casa, una sorta di bacheca di Facebook fisica e non virtuale.”

E come partecipare all’edizione di quest’anno?
“La sfida è rimasta la stessa, e anche le regole. Per partecipare basta inviare l’immagine del proprio frigorifero entro il 9 dicembre, esclusivamente sulla nostra pagina Facebook. La giuria sceglierà le dieci foto finaliste, tra cui sarà inclusa quella che ha ricevuto più like.”


E i vincitori cosa si aggiudicano?
“Ancora una volta i vincitori saranno due: primo premio, un frigorifero Hotpoint, il secondo un buono spesa da Eataly.  Annunceremo i vincitori il 20 dicembre durante la trasmissione Decanter, su Radio Due.”

Noi di Hub, al posto dell'abete natalizio, stiamo imbandendo il nostro frigorifero d’ufficio, e voi cosa aspettate?


lunedì 26 novembre 2012

GRAPHIC DESIGN: Almeno un’ora al giorno bisogna essere felici: Hub09 incontra i ragazzi del “Laboratorio Zanzara”.

Passando davanti al Laboratorio Zanzara un invito sulla porta “Ingresso molto libero” è già un buon motivo per aprirla e scoprire quel mondo. Si respira da subito un’atmosfera speciale. I ragazzi sfoderano un sorriso che parla: “Ehi, sei davvero il benvenuto”. Ognuno si avvicina fiero di presentarsi, raccontarti cosa fa o semplicemente come sta in quel momento.

Mentre i nostri nuovi amici sono alle prese con le attività: chi disegna, chi lavora la cartapesta, chi prepara il caffè, chi ti saluta con la mano da lontano, noi incontriamo Gianluca operatore e direttore creativo, che ci accoglie con quello stesso sorriso, ormai familiare e un po’ contagioso.




 “Siamo una cooperativa sociale, qui con noi lavorano 18 persone in condizione di disagio mentale. Nati come servizio diurno nel 1998 presso un’altra cooperativa abbiamo deciso di  scommettere sulla creatività come modalità di inserimento dei ragazzi in un vero contesto lavorativo, con orari e pause prestabilite e un compenso”.

Ma come funziona il lavoro in un’agenzia di grafica e comunicazione così speciale?
“Quello che produciamo nasce dall’incontro tra le capacità e le predisposizioni di ciascun componente del gruppo e le competenze degli operatori che lo seguono, tutti con pratiche specifiche nel campo della manualità e dell’artigianalità. Siamo in cinque: ad esempio, ho studiato grafica al liceo e poi ho sempre avuto una mia attività nel campo della comunicazione, mentre la mia collega Elena, oltre ad anni di esperienza come educatrice, è anche decoratrice”.
Ci guardiamo intorno, i loro lavori sono davvero originali, creativi, geniali e di uno stile, che negli anni, è ormai unico e inconfondibile.


Tra i progetti più importanti del Laboratorio Zanzara c’è il Torino Jazz Fastival, di cui hanno curato interamente comunicazione e grafica.
 “ … è stato il riconoscimento di una realtà debole come realtà produttiva, e questo ci rende davvero orgogliosi”
Ma come si è arrivati alle grafiche definitive?
Gianluca ci svela il dietro le quinte : “Non c’è un brief scritto. Anche perchè qui, come potete immaginare, si viaggia su  altri canoni. Ho pensato io la creatività che ha portato al segno grafico del toro,  diventato poi  simbolo del Festival, ma sono i ragazzi, che come illustratori, si sono curati di modificarli secondo la loro personalità, il quoziente espressivo è sempre loro.“
L’esperienza del Torino Jazz Festival si ripeterà anche quest’anno e Gianluca ci anticipa altri progetti “Sicuramente continueremo a lavorare con i partner istituzionali, come la Compagnia di San Paolo e Reale Mutua, ma tra i nostri obiettivi c’è quello di creare proposte culturali, come un vero e proprio network con le realtà del Quadrilatero per eventi intorno al quartiere, come ad esempio Divieto di Affissione.”





“Continueremo poi a lavorare per lo shop annesso al nostro atelier: in questo momento siamo impegnatissimi con agende e calendario, quest’anno dedicato alle copertine di album musicali”.

Ultima domanda, che non può mai mancare, Laboratorio Zanzara e i social network, come vi  rapportate?
“I social sono importantissimi per la fidelizzazione verso Laboratorio Zanzara. I fan  prendono una “cotta” per noi  e Facebook diventa il luogo ideale per seguirci” ci dice Gianluca, e puntualizza “Cerchiamo un mi piace consapevole, che possa avere poi un ritorno reale sulle nostre attività, come ad esempio donare il proprio 5 x 1000 alla cooperativa. Tra poco apriremo anche un canale Youtube e Twitter, per poter dialogare meglio e in tempo reale con chi ci segue”.



Gianluca si scusa per l’inquinamento acustico, alias l’incontenibile entusiasmo dei ragazzi, ma l’atmosfera non è poi tanto diversa da quella che si respira in Hub. Sarà che negli ambienti dove circola creatività, anche il rumore diventa musica.
Con il cuore leggero e la sensazione di camminare sulle nuvole, rientramo in redazione, portando tra i nostri appunti una consapevolezza in più : "Almeno un’ora al giorno bisogna essere felici” il manifesto realizzato interamente dai ragazzi del laboratorio zanzara, ora appeso nei nostri uffici.
Un consiglio? Andateli a trovare, sono in via Bonelli 3 a Torino, oppure visitate la loro pagina Facebook qui.

Per le immagini si ringrazia Michele D'Ottavio.





martedì 13 novembre 2012

Divertirsi fa bene. L'iniziativa benefica di ADISCO con ZELIG.

Segnaliamo agli amici di Torino, e non solo, Divertirsi fa bene, l'iniziativa benefica di ADISCO (Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale) in collaborazione con ZELIG e il patrocinio di Regione Piemonte, Provincia di Torino e Città di Torino.

Il prossimo 26 novembre alle ore 21 presso il Teatro Regio di Torino si terrà uno spettacolo di beneficenza a favore dei bambini malati di leucemia, che vedrà protagonisti tanti volti amati dello storico cabaret.



Non è la prima volta che ADISCO organizza un evento che unisce divertimento e una causa così importante come la donazione del cordone ombelicale, gesto ancora troppo poco praticato in Italia. Dal 2002, anno della prima serata, tanti volti noti della comicità italiana si sono fatti bandiera delle iniziative dell'associazione. 

L'incasso della serata sarà totalmente devoluto per il completamento del nuovo Day Hospital per l’Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino.  Il reparto è stato pensato come parte integrante del percorso di cura della malattia, un luogo accogliente nel quale i bambini possono sentirsi a proprio agio, come se fossero nella propria cameretta a casa.

I biglietti, in vendita al prezzo di 40 euro, sono acquistabili on line su Ticket One oppure a Torino, in piazza San Carlo 169/173, presso San Carlo 1973.

Non perdete l'occasione di ridere e aiutare i più piccoli! 

Trovate tutte le informazioni su ADISCO e le sue iniziative qui.





lunedì 12 novembre 2012

SOCIALNET: Gli scatti di gusto di Igers Torino. Artissima incontra Instagramers Torino

Dopo l'esperienza dello scorso anno a Paratissima, quest'anno Instagramers Torino è stata ospite di Artissima XIX.

75 immagini, tra le 58 000 scattate durante il secondo Instameet, tenutosi a Torino nei giorni della Social Media Week, sono stati selezionate ed esposte all'Oval, sede quest'anno della Fiera.



La mostra, dal titolo "Il Gusto di Torino attraverso le lenti degli Instagramers" è stata allestita nell'ambito delle attività della BITEG (Borsa Internazionale del Turismo Enogastromico) e curata dalla Regione Piemonte con Sviluppo Piemonte Turismo.


Un puzzle in tempo reale che restituisce i colori e i sapori di Torino e del Piemonte da visitare gustando visivamente le sue specialità: quel bicerin caldo fotografato in Piazza della Consolata sembra quasi di poterlo bere!



martedì 6 novembre 2012

HUB09 meets Paratissima: un viaggio d’arte in realtà aumentata

Da domani, Torino sarà nuovamente lo scenario di Paratissima: dal 7 all'11 novembre si svolgerà l'ottava edizione dell'evento che negli anni, affiancandosi ad Artissima, è diventato un appuntamento imperdibile in Italia per gli amanti dell'arte e della creatività. 

PARATISSIMA...C'EST MOI sarà il tema di quest'anno: ogni tipo di opera d'arte arte verrà presentata, raccontata e svicerata da creativi, pittori, scultori, designer, fotografi e videomaker che hanno deciso di prendere parte a questa edizione, che spera di bissare il successo di quella passata, dove si sono presentati più di 500 artisti e più di 150 performers in oltre 230 location.



E quest'anno, tra gli artisti che troverete all'ex Villaggio Olimpico, lo spazio prescelto per ospitare Paratissima, ci saremo anche noi, con il nostro progetto di “Urban Augmented Reality”, di cui vi avevamo parlato qui.



Quello che vi aspetta è un percorso fatto di opere di diversi street artist italiani da fruire in modo del tutto nuovo con il proprio smartphone. Dietro a tutto c’è Aurasma, tecnologia di realtà aumentata integrata direttamente nell’applicazione da scaricare su iTunes e Google play per partecipare alla nostra esperienza artistica.

Oltre ad opere di artisti come Gec Art, Elfo, 999 e Opi Emme, Hub09 presenterà due progetti inediti, frutto della collaborazione con Francesco Nox e Riccardo Nervo, street artist torinesi.
E nel nostro percorso incontrete anche le installazioni di digitali di Strongbow Gold, ospite di Paratissima con l'Apperitivo: le bottiglie del sidro, una volta Aurasmate, si animeranno a ritmo musica elettronica contemporanea, per un'esperienza davvero fuori dal comune.

Vi aspettiamo quindi a Paratissima, non potete mancare, le nostre opere hanno bisogno di voi per prendere vita!




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