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giovedì 31 maggio 2012

SCENOGRAFIE NATURALI: di chi saranno queste impronte? La Land art di Ian Blake

Vi ricordate quando, da bambini, con i sassi trovati in spiaggia giocava creando buffi personaggi e strane sculture?

Ian Blake, fotografo inglese, ha deciso di ricreare la stessa atmosfera nelle sue foto utilizzando come soggetto proprio i sassolini e le pietre presenti sul bagnasciuga.



Ian ha utilizzato una tecniche che è propria della Land art: una forma di espressione artistica che interviene nella natura in spazi incontaminati come i deserti, i laghi salati, le praterie, con lo scopo di fare emergere le dissonanze dell’epoca contemporanea, troppo attaccata alla cultura del materialismo.





Quest'anno al mare provateci anche voi, aspettiamo le vostre creazioni!

Per altre foto potete andare alla galleria Facebook dedicata ai lavori di Ian.

Fonte: Ufunk



giovedì 29 marzo 2012

SCENOGRAFIE EXTRAURBANE: Infiniti granelli di sabbia per l'opera d'arte di un istante

Quante stelle ci sono nel cielo? E quanti granelli di sabbia esistono sulla terra?

Alla prima domanda non sappiamo rispondere, ma per la seconda potete rivolgervi ad Andreas Amador, l'uomo che utilizza la baia di San Francisco come un enorme tavolozza per le proprie opere d'arte .







Enormi disegni sulla sabbia, tracciati nelle notti di luna piena (per sfruttarne la luce e la magica ispirazione), arricchiti da pietre e scogli come fossero in giardino zen.




Capolavori che esistono per pochi istanti, giusto un attimo di meraviglia, per poi essere inghiottite dalla marea o sparse dal vento.

Opere "sorelle" di quelle nevose di Sonja Hinrichsen...


 



 ... e di quelle sabbiose di Jim Denevan.


 


Fonte + altre foto: bloggokin.it




martedì 10 gennaio 2012

SCENOGRAFIE EXTRAURBANE: Da discarica a parco nazionale: il potere del mare e dei colori


Oggi vi raccontiamo una favola terrestre a lieto fine.

La storia di una discarica a cielo aperto - per colpa dell'uomo - che si trasforma, grazie alla forza e alla pazienza di Madre Natura, in un luogo unico e prezioso.

Dagli anni '40 i cittadini di Fort Bragg, California, avevano cominciato a utilizzare, con estrema noncuranza, una spiaggia seminascosta tra gli scogli come discarica privata a cielo aperto.
Con il passare degli anni e l'accumularsi di rifiuti di ogni tipo, la caletta era stata soprannominata The Dumps, discarica.



Solo nel 1967 la North Coast Water Quality Board chiuse la spiaggia e cominciò a ripulirla. Vennero però lasciati sul posto migliaia di piccoli pezzi di vetro, i rifiuti - pare - più difficili da raccogliere.

Ed ecco che la magia ebbe inizio. Un incantesimo che sarebbe durato decenni.





Il vigore e il moto infinito delle onde hanno rimodellato, pulito e fatto brillare le briciole di vetro, restituendo un angolo di terra unico e scintillante.

Sembra che questa volta Madre Natura abbia voluto "perdonare" i propri figli ingrati e lasciare loro un regalo e un monito prezioso.





Oggi la spiaggia - conosciuta come The Glass Beach - è diventata un'attrazione turistica piuttosto famosa, controllata dal California State Park System. L'associazione sta tentando di trasformare il luogo in parco nazionale e di conservarlo, così scintillante, colorato e pulito, come simbolo dell'incuria dell'uomo e della forza, purtroppo non infinita, di Madre Natura.


Altre foto qui.

Via stumbleupon.com


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