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venerdì 27 aprile 2012

GENIO: Sarah Bowyer, l’artista che disegna con la luce

Qualche settimana fa abbiamo avuto il piacere di conoscere Sarah Bowyer, artista di adozione torinese e di origini inglesi. Avevamo scovato Sarah e i suoi fantastici Happening con la luce in rete e abbiamo voluto conoscerla di persona per farle una brave intervista.


Come nasce l’idea dell’happening con la luce

La luce riesce a portare lo spettatore dentro la fantasia dell’artista” ci spiega Sarah. 
La tecnica dell’happening con la luce consiste nel dar vita a un disegno muovendo nell’aria una pila a infrarossi. Attraverso una telecamera, il computer riconosce la scia luminosa, e la luce, in tutta la sua forma, rimane così impressa. 




L’idea nasce in Sarah molto tempo fa, in modo dolce e curioso: “Da bambina desideravo addormentarmi con gli occhi aperti, e man mano che le palpebre si arrendevano e mi si chiudevano, rimaneva impressa nel buio la luce che vedevo fuori dalla finestra. Giocavo a spostarla con gli occhi, muovendo velocemente le pupille e disegnando delle scie nel buio.

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In un primo momento, Sarah si misura con il Light Painting fotografico, ma l’esperienza non la soddisfa appieno: le foto, infatti, si potrebbero anche ritoccare e modificare. L’artista riesce dunque a far creare un programma che è in grado di catturare la scia lasciata dalla pila a infrarossi che si muove nel buio. 

Nascono così gli happening: emozionanti “live” perfomance in cui la luce dà vita a forme ed emozioni. La vera difficoltà? Sarah non vede, mentre disegna, l’opera a cui sta dando forma. “Per questo mi alleno a disegnare su un foglio senza guardare.

Ecco la prova: un disegno che Sarah, con gli occhi puntati altrove, schizza con sicurezza durante l’intervista.


L’allenamento rimane, comunque più “facile” della stessa performance: il foglio poggia sempre su un piano, mentre l’happening con la luce crea una vera e propria opera fluttuante.

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Sarah ha partecipato, lo scorso anno, a Italia’s got Talent, “una vetrina che mi ha permesso di raggiungere il grande pubblico e che mi ha dato visibilità. In seguito sono stata chiamata per diversi eventi, tra cui una performance per Cartier al Teatro Versace di Milano”. Il soggetto del ritratto di luce? La celeberrima Pantera del marchio.

 

Sarah nasce come pittrice, e scopre presto di avere una naturale passione per i ritratti: le piace catturare “i visi, le diversità, le maschere che gli esseri umani indossano invece di scoprirsi. E lo sfondo sociale che finisce per diventare l’interiorità di un individuo. Con la maternità i miei soggetti sono poi diventati più femminili, attraverso la ricerca del rapporto umano e della sua reale interiorità.”
Ma è proprio attraverso gli happening (di luce, ma anche digitali e pittorici), le performance dal vivo, che scopre l’adrenalina di disegnare dal vero, di ritrarre un evento a tutto tondo – ritraendo l’atmosfera, la musica, la festa – per staccarsi dal “semplice” quadro.


 



Al momento, Sarah è a Torino da 7 anni, ma non nasconde il desiderio di uscire dall’Italia per qualche tempo. “Con la crisi e l’assenza di fondi, in questo momento storico l’arte è messa un po’ da parte” – afferma “ma questa situazione potrebbe rivelarsi positiva, proprio perché ci sarà una selezione maggiore: troveranno probabilmente spazio quegli artisti che tengono duro, che possiedono motivazioni più profonde rispetto al mero far mostra di sé. E’ triste assistere a eventi ridicoli come l’ultima Biennale di Venezia, in cui non c’è stato rispetto per l’arte, non c’è stato rispetto per gli artisti e gli artisti non hanno avuto rispetto per loro stessi. L’unico artista certamente celebrato, con la sua grande opera – la Biennale stessa – è stato Vittorio Sgarbi.”

Potete conoscere più a fondo Sarah Bowyer e tutta la sua arte – pittura, happening, arte applicata - attraverso il suo sito: www.sarahbowyer.it

Come sempre, al termine di un’intervista, chiediamo all’artista di indicarci alcune opere che ama e i nomi che gli sono di ispirazione. Ecco quelli che ci ha lasciato Sarah, che ringraziamo per la simpatia e la disponibilità, e a cui facciamo tanti complimenti.

Marina Abramović
David Hockney
Vanessa Beecroft
Jannis Kounellis 
Dennis Oppenheim
Gilbert & George 
Maurizio Cattelan
Claes Oldenburg 
Marlene Dumas
Tony Oursler
Louise Bourgeois 
Francesco Clemente



mercoledì 25 aprile 2012

SCENOGRAFIE URBANE: La street art di Elfo tra installazioni, umorismo e social network

Qualche tempo fa intervistando Gec Art ci aveva fatto il nome di uno street artist che a lui piace molto: Elfo. Ci siamo documentati e dobbiamo confessarvi che ha molto colpito anche noi. Lo abbiamo intervistato via skype, per conoscerlo un po' meglio e parlare di streetart con lui.

 Contestual Face

 Resistance!

Elfo, classe '79, diplomato in ragioneria, ha cominciato con la street art giovanissimo, nel 1994 a Brescia. Con la propria crew di writer ha eseguito per oltre 11 anni graffiti e bombing in tutta Italia, ma dal 2005 si è dedicato a installazioni performance più concettuali, seguendo l'evoluzione della street art.

I social network sono lo strumento attraverso il quale Elfo riesce a proporre al pubblico le proprie installazioni e/o performance. "Quando ho iniziato, la street art - intesa come writing - prevedeva la strada (e il territorio) come canale di fruizione dei graffiti. Dopo diversi anni di attività i graffiti hanno perso un po' della loro forza iniziale e la possibilità di innovare e sperimentare ne è uscita limitata. Per questo dal 2005 mi sono concentrato su nuovi modi di espressione agendo direttamente sul contesto urbano ed extraurbano."

Questa evoluzione, associata all'esplosione della rete, ha fatto si che il web sia divenuto parte integrante del mio lavoro. Le mie installazioni si trovano spesso fuori mano e le performance sono limitate nel tempo: proprio per questo necessitano della rete e, in particolare dei social network - come canale attraverso il quale le opere vengono fruite, oltre naturalmente alle mostre".

 Impacchettamenti

Elfo ci confessa come ultimamente sia diventato anche molto più attento all'estetica delle foto proprio per il ruolo che ricoprono nella fruizione da parte degli utenti del suo lavoro. Poi si spinge oltre, e ipotizza che in futuro il web potrebbe diventare per gli street artist la nuova strada, il terreno principale su cui opereranno.

I lavori di Elfo sono caratterizzati dalla spontaneità, dall'umorismo, sono "grezzi" e spesso nascono intorno ad un luogo o un elemento specifico. L'ultima sua installazione è FAT SQUIRREL. "Era da un po' che aveva puntato quell'albero storto e ci ho messo un mesetto a farmi venire un'idea che mi soddisfacesse. A volte le idee mi nascono immediatamente vedendo un elemento del paesaggio o della città, altre volte penso a diverse soluzioni prima di finalizzare l'installazione".

Fat Squirrel

Tra i lavori che hanno riscosso più successo Elfo ricorda le Contestual Face, oltre alla Pannocchia con la scritta Resistance! "immediati e facili da comprendere". Tra i suoi preferiti cita il Bonsai Liberation Front, gli "impacchettamenti" e i "trasferimenti" ai quali "manca forse un pò di estetica ma hanno sicuramente un grande forza concettuale". L'idea per i "Transfer" gli è venuta a Parigi quando ha visto un biglietto in cui era stato scritto che si cercava una lampada da tavolo, con gli estremi della persona da contattare . Lo ha staccato e se lo è portato via non sapendo bene cosa fare ma sapendo che avrebbe fatto qualcosa. Poi tornato in Italia lo ha appeso nel sud con l'obiettivo di allargare la ricerca della lampada. Da lì è nata l'idea di trasferire alcuni oggetti, una sorta di taglia e incolla un teletrasporto manuale; da allora questo concetto si è evoluto e oggi è passato dal trasferimento spaziale al trasferimento nel tempo con il Leaf season transfer.

 Bonsay Liberation Front

Transfer 

Leaf season transfer

Elfo afferma che il suo lavoro, più che da altri street artist, è stato influenzato da Marcel Duchamp, una sorta di padre spirituale "Ho un approccio dadaista all'arte. Nel mio lavoro cerco di prendere cose che non sono in sè artistiche e renderle arte". Ci fa l'esempio di alcuni lavori più criptici: una foto in cui "si vedono dei pezzetti di carta per terra: il mio lavoro è stato quello di strapparli uno a uno. E' un gesto che in se non è artistico ma quando viene fatto da un artista (o presunto tale) lo diventa, esattamente come portare una latrina nel museo. Ho la presunzione di cercare di fare diventare artistiche queste performance".


Tra gli artisti che lo hanno ispirato e che apprezza figurano i Land Artist, "che usavano la natura come tela per le loro opere, Brad Downey, Voina group, Dondi - attivo negli anni 70 e considerato come uno dei più influenti writer- , e Futura 2000 - attivo negli anni '80 e pioniere della street art più astratta.

A fine intervista scopriamo che a Elfo, diversamente da molti altri artisti, "non interessa arrivare a tutti, che tutti capiscano il mio lavoro, basta che pochi capiscano; magari un giorno cambierò idea, o sbaglio, ma per ora mi basta questo".

Sotto potete trovare i link ai canali di Elfo sul web. Fateci sapere se piace anche a voi.

I lavori di Elfo:
Profilo Facebook  // Blog // Album su flickr // Primi lavori



GENIO: Carota-Patata: guarda che ti fa Mustafà!

Abbiamo scovato un video, girato a Porta Portese.


Il protagonista è Mustafà, che con ingegno, fantasia, senso degli affari e simpatia (praticamente l'antitesi del politico medio), vende i suoi multi-attrezzi da cucina.




La dimostrazione che, con poco, si può far tanto. Un grande venditore che val la pena vedere all'opera:





martedì 24 aprile 2012

SOCIALNET: Abarth, lo scorpione più Social che ci sia.

#FollowTheScorpion, questo il nome della caccia al tesoro Cross-Social che porta Abarth nel suo nuovo Social World.


Di cosa si tratta? Venerdì scorso Abarth ha chiesto ai propri fan sulla Pagina Facebook di seguire lo Scorpione e scoprire gli indizi disseminati sui diversi profili Social della casa automobilistica torinese.




Gli indizi, composti da immagini più testo, davano origine ad una frase enigmatica legata al Brand dello Scorpione e si trovavano sui canali Pinterest, Flickr e Follogram.

Spoiler - Per chi avesse perso gli indizi, eccoli di seguito:






La soluzione? Oggi l'ultimo indizio che invita i fan a digitare la frase in grado di risolvere l'enigma misterioso nella search query di Google.


Anche se qualche utente, asso del web, era già riuscito a svelare l'arcano prima dell'ultimo indizio.


Digitando la frase misteriosa "Scopri il Social World di Abarth" su Google si ottiene come primo risultato della ricerca il nuovo Social Hub del brand più irriverente di casa Fiat. Ma che cos'è un Social Hub?


Abarth World è un unico spazio digitale dove raccogliere tutti i Canali e le esperienze Social legate al Brand. Per l'utente è la possibilità di ricevere su di un unica piattaforma tutti gli aggiornamenti sulle attività dello Scorpione.

Ma le novità non sono finite, gli utenti possono personalizzare il layout del Social Hub di Abarth spostando i moduli del mosaico virtuale a seconda dei propri interessi. Gli utenti registrati inoltre ritroveranno la stessa configurazione impostata ad ogni loro accesso.

Con questa iniziativa Abarth segna un passaggio epocale per un brand: la comunicazione classica del sito istituzionale si trasforma e diventa interamente Social, anzi: Cross-Social.
E per presentare l'idea, quale modo migliore di invitare i fan a percorrere ed esplorare nel dettaglio tutte le anime social dello Scorpione più famoso della strada?

Una scelta di comunicazione che, da amanti dei social, ci entusiasma e condividiamo senza dubbio! Solo un appunto: a nostro parere la caccia al tesoro (o meglio, allo scorpione) non ha ottenuto il successo meritato. Il livello di coinvolgimento da parte degli utenti si è rivelato più basso del previsto. Un motivo in più per allenarsi nel nuovo Abarth World, tra un social e l'altro, per le prossime sfide!




ARTE: Sarolta Bán e i sogni di pixel.

Sarolta Bán è una giovane fotografa ungherese che usa la tecnica della manipolazione fotografica digitale per creare nuovi mondi e nuove surreali connessioni.




Nella sua opera l'artista "libera" gli oggetti dalla loro funzione e dal loro contesto per trasformarli in qualcosa di nuovo, creando immagini fortemente simboliche e intrise di mistero. Uomini, animali, oggetti e natura si fondono e compenetrano generando universi inediti dalle tinte spesso cupe e monocromatiche.





Si potrebbe parlare di magia, sogno, surrealismo, ma ogni opera di Sarolta Bán è un mondo a se', da scoprire e ammirare.

Qui trovate altre sue opere.




venerdì 20 aprile 2012

ARTE: LESS IS MORE


Che cos'è il minimalismo? E' ciò che avviene quando un'opera viene ridotta al suo stato fondamentale. Molti artisti e appassionati hanno cercato di definire il concetto, tuttavia si è ancora lontani da un'unica definizione. Perché affascina? Anche in questo caso le spiegazioni potrebbero essere diverse. A nostro parere, la vittoria del minimalismo sta nella capacità di rendere perfetta e affascinante un'immagine o un'opera d'arte semplice, senza complicazioni apparenti.

Eccovi una serie di fotografie che spiegano in modo diretto ed efficace perché "less il more"!







Potete vedere altri bellissimi scatti qui.



DESIGN: il ciclista che disegna con il gps

Disegnare con il gps pedalando in sella ad una bici.
E' l'idea che è venuta all'artista-ciclista Michael J. Wallace, che dal 2010 ha cominciato a realizzare dei disegni su google maps utilizzando come griglia la mappa stradale della sua città, Baltimora, e come traccia virtuale un sistema di tracciamento dei percorsi gps.





In questo modo Michael trasforma la sua bici in una penna virtuale, e il percorso che compie pedalando diventa un disegno sulla mappa di google. I soggetti dei disegni di Michael sono i più disparati: animali, veicoli, utensili... . Tutte le forme da lui tracciate sono estremamente precise.





Amate la bici e volete cimentarvi anche voi in questa nuova forma d'arte? Sul suo sito Wallace fornisce una lista di tutte le attrezzature necessarie e le istruzioni per il viaggio, inoltre sul suo account Twitter è possibile seguire i suoi percorsi.

E ricordatevi che c'è anche chi disegna sulla mappa della metropolitana!

fonte: www.ilpost.it




giovedì 19 aprile 2012

DESIGN: quando la t-shirt diventa social

Social community, design, e produzione di tshirt. Questi tre concetti messi insieme danno un'idea di cosa sia Threadless.


Threadless non è un semplice negozio online di tshirt, o meglio, non solo. Con Threadless la produzione di tshirt diventa social, non a caso il suo motto è MAKE GREAT TOGETHER. Il sito Threadless.com è infatti riuscito a riunire una vasta community di designer da tutto il mondo che quotidianamente propone i propri disegni, che gli utenti del sito possono votare per 7 giorni.


Le tees più votate dagli utenti, che possono anch'essi postare i propri disegni e partecipare ai contest, vengono poi stampate e vendute attraverso il sito stesso. Questi contest sono organizzati con grandi marchi come Disney, Muppets e Unicef. Tra i design più premiati, il vincitore 2010 di Design of the year, House Brawl di Alex Solis e Alice X. Zhang e il Kids! Design of the year dello stesso anno, di Brock Davis.


L'idea di Threadless è venuta nel 2000 allo studente d'arte e sviluppatore web Jake Nickell. Il nome del sito deriva da Thread, che nel linguaggio di internet indica una conversazione tra un gruppo di utenti (in italiano letteralmente significa filo), e Dreamless, un forum d'arte che vedeva la partecipazione di oltre 3000 artisti da tutto il mondo.
Nato inizialmente come hobby, si è trasformato rapidamente nel più importante sito al mondo di design e produzione di tshirt, con svariati milioni di magliette venduti in tutti il mondo. Sul catalogo sono presenti oltre 3000 t-shirt. Ogni settimana ne vengono stampate mediamente 6 nuove e altre vengono ristampate. Threadless ha recentemente vinto il premio come migliore impresa internet al mondo, diventando tra l'atro oggetto di studio in alcuni corsi universitari americani.


La pagina facebook italiana di Threadless, aperta l'anno scorso, è, tra quelle europee, quella che conta più utenti. Inoltre, l'utente può loggarsi al sito Threadless attraverso il proprio profilo facebook. Threadless sta lavorando per aprire nuovi centri di distribuzione in Europa, ed è inoltre impegnata anche nella produzione di altri prodotti come borse, polo, cardigan.


Qui potete leggere un'esclusiva intervista a Jake Nickell.

Personalmente, amiamo i disegni e l'ironia delle tshirt. E voi che ne pensate?




ARTE: Da Orwell a Gallo - la metropoli degli animali

Alessandro Gallo è un fotografo genovese che vive e lavora a Londra dal 1998, la sua opera è contraddistinta da un vivido surrealismo nel quale il quotidiano coesiste con il fantastico. Umani ed animali antropomorfi convivono con impassibile naturalezza sulla metropolitana londinese e in altre location pubbliche e private.






Come spiega lo stesso artista, ogni forma animale crea delle connotazioni esplicite in chi osserva. Nella nostra cultura tendiamo ad associare ad ogni animale una determinata caratteristica, ed è così che l'aspetto "bestiale" dei soggetti di Alessandro si fa parodia ed allo stesso tempo esternazione di un particolare modo di essere, spingendoci ad identificare anche noi stessi in un animale.





Cominciando con un bianco e nero ritoccato digitalmente, con effetto da vecchio film anni '50, la tecnica di Alessandro si è poi arricchita di acquerelli e sculture, mantenendo però inalterato il realismo originario. Ironiche e stranianti, le sue foto ci spingono a riflettere criticamente sulla società contemporanea e a guardare con occhi diversi una realtà quotidiana alla quale non prestiamo attenzione, perché assuefatti alla routine di tutti i giorni.
E voi, che animale vi sentite oggi?

Qui potete vedere altre opere di Alessandro Gallo




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